9 domande a 9 medici: la Breast Unit dell'INT e la
lotta al tumore al seno con un approccio innovativo In occasione
della Giornata Internazionale della Donna, gli specialisti della Breast Unit
dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano raccontano come il loro modello
multidisciplinare, centrato sulla paziente, stia trasformando la prevenzione e
il trattamento del tumore al seno Milano, 7 marzo 2025 - L'8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, ci invita a riflettere
sulla prevenzione del tumore al seno. La Breast Unit dell'Istituto Nazionale
dei Tumori di Milano si conferma come un punto di riferimento cruciale nella
cura di questa malattia, grazie a un approccio unico e multidisciplinare che
mette la paziente al centro in ogni fase del percorso terapeutico. Per
approfondire l'efficacia di questo modello, abbiamo chiesto a 9 esperti
dell’INT come le nuove terapie e strategie stiano cambiando la cura di questa
malattia. 1.
Qual è la peculiarità della
Breast Unit dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano? Risponde
Dottor Secondo Folli - Direttore S.C. Chirurgia
Generale Oncologica 3 - Senologia: “La nostra Breast Unit si distingue per
l'approccio multidisciplinare e integrato. Qui la paziente non è seguita da un
singolo specialista, ma da un team che lavora insieme in modo sinergico. Ogni
caso viene discusso collegialmente per definire il percorso terapeutico
migliore. Inoltre i diversi specialisti incontrano la paziente nello stesso
luogo e nello stesso momento, garantendo un dialogo costante e un percorso di
cura più fluido ed efficace. È poi importante sottolineare che tutto il
percorso è fruibile con il SSN e questo è un altro punto di forza”. 2.
Quanto è importante la presa
in carico del paziente e cosa significa concretamente? Risponde
Dottor Giuseppe Capri - Direttore della Struttura
Semplice di Oncologia Senologica: “Crediamo che lavorare insieme alla
paziente permetta di soddisfare e anticipare meglio i suoi bisogni e di
favorire un confronto costruttivo tra i professionisti coinvolti. Per questo
motivo è stato creato l’ambulatorio multidisciplinare della Breast Unit,
che rappresenta la ‘casa’ della multidisciplinarità e il cuore
dell’attività per la patologia mammaria, unendo tutti gli specialisti
del settore. Questo ambulatorio si occupa della malattia in tutte le sue fasi,
sia iniziali che metastatiche, considerando gli aspetti clinici, psicologici e
sociali. Per affrontare al meglio la fase metastatica, è stato ideato il
progetto Ancora, pensato per rispondere in modo mirato alle esigenze specifiche
delle pazienti. Funziona come un Hub a cui sono collegati altri ambulatori,
ciascuno dedicato a un aspetto specifico della patologia mammaria, come ad
esempio gli effetti collaterali delle terapie ormonali, il supporto per la
salute ossea, e gli ambulatori di ricerca. Questo modello ottimizza la presa in
carico della paziente, evitando la necessità di visite multiple e sequenziali
con diversi specialisti, garantendo così un percorso di cura integrato e
continuo”. 3.
Quali sono le opzioni per le
giovani pazienti che desiderano preservare la fertilità prima di iniziare le
terapie oncologiche? Risponde
Dottoressa Valentina Chiappa -
Dirigente Medico presso la S.C. di Chirurgia Ginecologica: “Da anni
collaboriamo con il Centro Fertilità dell’Istituto Regina Elena,
Policlinico di Milano, in particolare con il Professor Edgardo Somigliana e la
Dottoressa Francesca Filippi, per offrire alle pazienti oncologiche la
possibilità di preservare la fertilità. Questo è particolarmente importante per
le giovani donne con tumore al seno, poiché le terapie oncologiche possono
compromettere la funzione ovarica. Fin dall’inizio del percorso di cura,
valutiamo l’indicazione e la possibilità di conservare ovociti o più raramente
tessuto ovarico, così da offrire alle pazienti l’opportunità di una
futura maternità una volta completati i trattamenti o in una finestra di tempo
che è possibile ricavare nel corso dei trattamenti”. 4.
Qual è il ruolo della
diagnostica senologica nella Breast Unit? Risponde
Dottor Gianfranco Scaperrotta -
Direttore della Struttura Semplice di Diagnostica Senologica della Fondazione
IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: “La diagnostica senologica
della nostra Fondazione opera costantemente in forte sinergia con le varie
realtà professionali che si amalgamano nella nostra Breast Unit. L’unità
si avvale di tutte le ultime tecnologie diagnostiche e di una
strumentalizzazione all’avanguardia per individuare quanto prima
possibile le lesioni mammarie e tipizzarle istologicamente in un programma di
presa in cura della donna. Ha in essere molteplici studi scientifici per
implementare le tecnologie diagnostiche e collabora a livello europeo nei
progetti di sviluppo dell’intelligenza artificiale in campo senologico”. 5.
Quali sono gli aspetti
innovativi della radioterapia dei tumori della mammella? Risponde
Dottoressa Laura Lozza – Radioterapista - Direttore Struttura
Semplice Radioterapia dei Tumori della Mammella: “La possibilità di
discutere le singole situazioni cliniche all’interno del tumor board e
incontrare le pazienti nell’ambulatorio multidisciplinare consente di inserire
la radioterapia nel tempo più idoneo del percorso di cura della paziente. Schemi
brevi di trattamento (5-15 frazioni) sono oggi realizzati con alta tecnologia
ed elevata competenza. La radioterapia è ben tollerata e la sua efficacia si
affianca a una migliore aderenza alla cura, supportata anche dal ridotto numero
di accessi ospedalieri”. 6.
Come si affrontano le fasi più
delicate della malattia, come le cure palliative? Risponde
Professor Augusto Caraceni - Direttore della Struttura
Complessa di Cure Palliative, Terapia del Dolore e Riabilitazione: “Uno
degli errori più comuni è pensare che le cure palliative siano riservate solo
alle fasi terminali. Grazie alla nostra organizzazione multidisciplinare,
quando indicato, il passaggio dalle cure oncologiche a quelle palliative
avviene in modo graduale e integrato, assicurando un accompagnamento continuo
alle pazienti. Questo approccio precoce non solo riduce il senso di abbandono,
ma migliora significativamente la qualità della vita, un obiettivo fondamentale
tanto quanto la guarigione”. 7.
Quale ruolo svolge il supporto
psicologico nel percorso di cura delle pazienti e quali strumenti vengono messi
a disposizione per aiutarle ad affrontare le difficoltà? Risponde
Dottoressa Claudia Borreani - Psicologa,
Dirigente SSD Psicologia Clinica: “La struttura di psicologia offre alle
pazienti la possibilità di avere un supporto psicologico durante il percorso di
cura che le aiuta a valorizzare le loro risorse, affrontare le criticità, in
particolare nella comunicazione con i figli, nella gestione di scelte
lavorative e anche a mantenere una progettualità. Questo supporto può essere
fornito sia con colloqui clinici ambulatoriali, sia attraverso piattaforme web
che consentono di avere questo tipo di assistenza anche a persone che non
vivono nella vicinanze dell’ospedale e che hanno difficoltà a integrare le cure
nella quotidianità”. 8.
Qual è il ruolo delle
tecnologie di imaging avanzate nella diagnosi precoce del tumore al seno, in
particolare per le donne ad alto rischio? Risponde
Dottoressa Giovanna Trecate - Dirigente
Medico presso il Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radioterapia, con
Alta Specializzazione in Risonanza Magnetica della Mammella: “Utilizziamo metodiche di imaging all’avanguardia,
dalla Mammo-Ecografia alla Risonanza Magnetica Nucleare. Siamo stati i pionieri
di questa metodica sin dalla sua nascita negli Anni’ 90, quando ci siamo
sentiti chiamati a far parte di un progetto avviato dall’Istituto
Superiore di Sanità per la sorveglianza delle pazienti ad alto rischio di
sviluppare un carcinoma mammario, quali le portatrici di mutazione dei geni
BRCA 1 e BRCA 2. I risultati sono stati entusiasmanti, vista la reale
possibilità della metodica di fare diagnosi molto precoce. Dal punto di vista
diagnostico abbiamo quindi tutti gli strumenti necessari per far diagnosi
approfondite, e aggredire quindi precocemente la malattia, migliorando
indubbiamente la qualità della vita delle donne che si ammalano”. 9.
Quale messaggio volete
trasmettere alle donne? Risponde Dottor
Andrea Antonuzzo - Direttore S.S.D. Oncologia Medica 4 – Cure di Supporto
Internistico e Geriatrico: “La nostra struttura partecipa
alla Breast Unit con la Geriatra, permettendo così di valutare tutte le
pazienti anziane spesso con “fragilità”, dando loro la possibilità di
intraprendere il percorso di cura come necessario. Siamo inoltre disponibili a
gestire precocemente le tossicità che possono comparire durante i trattamenti
oncologici, cercando così di ridurre il ricorso alle strutture territoriali di
emergenza-urgenza”. All’INT di Milano, l’innovazione è il motore dell’attività
clinica. L’assistenza ai pazienti si affianca costantemente agli studi scientifici,
garantendo loro accesso alle terapie più avanzate e sperimentali. |