GIORNATA
MONDIALE DELL’EPILESSIA AL TERZO POSTO TRA LE MALATTIE NEUROLOGICHE PIU’ DIFFUSE dopo ictus e demenza L’epilessia rappresenta una delle
patologie neurologiche più diffuse, particolarmente fra le persone anziane.
Secondo i dati della World Health Organization la prevalenza è
stimata tra il 5% e il 7% nella fascia d’età oltre i 65 anni, collocandola
al terzo posto tra le malattie neurologiche, dopo l’ictus e la demenza. In
Italia sono colpite oltre 550.000 persone, con una quota significativa
di casi di farmaco resistenza pari a circa il 40%. Ogni anno si registrano
30.000 nuovi casi mentre nel mondo si stima che le persone con epilessia
siano oltre 50 milioni. Si tratta di una patologia dovuta al
ripetersi di una breve e improvvisa attività elettrica cerebrale che altera il
comportamento in base all’area cerebrale da cui si genera. “Le
manifestazioni sono varie e bizzarre – spiega Angelo Labate, ordinario
di Neurologia presso l'Università di Messina e Coordinatore del Gruppo di
Studio Epilessia della Società Italiana di Neurologia (SIN) - come
episodi di improvvisa perdita della coscienza, caduta a terra e movimenti di
tipo convulsivo oppure crisi in cui possono essere avvertite sensazioni
particolari quali lampi di luce, rumori, formicolii, immagini di ricordi del
passato, automatismi. Inoltre, possiamo definirla una malattia “democratica” in
quanto colpisce egualmente entrambe i sessi senza una chiara prevalenza tra
donne e uomini, non fa distinzione tra razze o ceti sociali e non è endemica di
una determinata area geografica”. Le cause dell’epilessia possono
avere un’origine genetica, soprattutto in alcune forme più rare mentre la
maggior parte sono multifattoriali o dovute a lesioni strutturali cerebrali,
come danni perinatali, malformazioni del cervello o dei vasi sanguigni, ictus
cerebrali, meningiti o encefaliti. “Altre cause di epilessia, particolarmente
frequenti nell’anziano – aggiunge Labate – sono metaboliche e
disimmuni o associate a malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Purtroppo,
però, una quota importante rimane sconosciuta. Prevenzione per una persona con
epilessia significa soprattutto evitare potenziali fattori scatenanti come, a
esempio, importanti alterazioni del ciclo sonno-veglia, l’abuso di alcol o di
sostanze stupefacenti e stimoli luminosi.” Negli ultimi anni, la ricerca ha
fatto passi da gigante nel trattamento dell'epilessia. Oggi disponiamo di oltre
30 farmaci anticrisi, con i farmaci di terza generazione che
offrono molecole più efficaci e tollerabili. Inoltre, la chirurgia
dell'epilessia, la neurostimolazione cerebrale e la dieta chetogenica
rappresentano valide opzioni terapeutiche in alcuni casi più complessi. Senza
dimenticare come alcune forme, che si manifestano nell’infanzia, si esauriscono
spontaneamente con la crescita, necessitando eventualmente di terapie per
periodi limitati, in attesa della remissione spontanea. “Gli strumenti a disposizione del
neurologo per il trattamento dell’epilessia sono oggi molteplici – continua
il neurologo Labate – e il compito dell’esperto è proprio
quello di cercare il farmaco anticrisi ideale per una personalizzazione della
terapia. In tal senso, soprattutto i farmaci di terza generazione favoriscono
la sintesi di molecole efficaci, tollerabili e con poco impatto sulla qualità
di vita. Abbiamo a oggi un solo farmaco che modifica la malattia ma la ricerca
sta andando avanti e, probabilmente, nei prossimi due o tre anni avremo in
commercio farmaci che modificano il decorso della malattia, senza trattare
esclusivamente il sintomo". La Società Italiana di Neurologia ha
organizzato numerose iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica e
migliorare le condizioni dei pazienti, tra cui congressi, incontri con esperti
e pazienti, oltre che diverse audizioni parlamentari. “In occasione
della Giornata internazionale dell’epilessia come Sin auspichiamo per il
futuro che l’equazione persona con epilessia uguale disabilità scompaia
definitivamente e che il nostro Paese sia presto
all’avanguardia nella lotta contro tutte le malattie del cervello. La persona con epilessia deve
condurre una vita normale, deve poter accedere all’istruzione, allo sport e al
mondo del lavoro come una persona qualunque - dichiara Labate -. Ci
auguriamo infine – conclude l’esperto – una sinergia di intenti tra le
società scientifiche e le associazioni di pazienti nella lotta allo stigma
sull’epilessia nei tavoli parlamentari e legislativi”. |