Miopia in
aumento nei bambini: i consigli per identificarla e le opzioni per contenerla ZEISS e
il Dott. Marco Mazza spiegano i segnali da non sottovalutare e i diversi
approcci per affrontare miopia e progressione miopica nei più giovani La miopia
è uno dei difetti visivi più diffusi e si prevede che entro il 2050 oltre il 50% della popolazione mondiale sarà miope.
Già oggi si stima che circa il 35% di
bambini nel mondo sia miope e secondo uno studio del British Journal of Ophthalmology, questi numeri tenderanno
inesorabilmente a crescere. Tra le ragioni della crescente diffusione della
miopia nei più giovani, i cambiamenti
nello stile di vita giocano senza dubbio un ruolo importante. Nonostante vi
sia una componente genetica che
aumenta la possibilità di sviluppare la miopia, è dimostrato che anche i fattori esterni possono avere un
impatto significativo sulla salute degli occhi dei più piccoli, come lo stile di vita urbano che porta i
bambini a trascorrere la maggior parte del loro tempo al chiuso senza alcuna esposizione alla luce naturale, e l’uso prolungato di smartphone e tablet,
che li espone per molte ore a fonti di luce artificiale a distanza ravvicinata. La miopia “semplice” non va confusa con la miopia
“progressiva”. La miopia è un difetto
visivo che non permette di vedere nitidamente gli oggetti lontani: questo
disturbo refrattivo è solitamente causato da un'eccessiva lunghezza del bulbo oculare, che porta la formazione
dell'immagine davanti alla retina anziché esattamente sulla stessa. La miopia
tende a presentarsi per la prima volta nei bambini delle scuole primarie e non
sempre progredisce fino a livelli elevati. Una forma particolare di miopia è
invece denominata miopia progressiva,
la cui caratteristica principale è data dal fatto che questo difetto si presenta
da piccoli e continua a peggiorare nel tempo, con la crescita. In
particolare, nei bambini la lunghezza dell'occhio può continuare ad aumentare
per anni e, in casi estremi, la miopia può arrivare anche a -12 o -13 diottrie.
È evidente che questa forma di miopia oltre a causare problemi di salute (può
portare infatti a complicanze come glaucoma, distacco della retina e maculopatie),
ha un impatto negativo sulla qualità della vita quotidiana del bambino, che ha
crescenti difficoltà a vedere bene da lontano e deve cambiare frequentemente le
lenti da vista. ZEISS, azienda da sempre impegnata in attività di
sensibilizzazione e prevenzione del benessere visivo, ha stilato con i propri
esperti un elenco di segnali utili ad
identificare precocemente eventuali criticità
visive nei più piccoli, in particolare la miopia. Senza il supporto di uno
specialista, infatti, per i genitori è difficile rendersi conto se il proprio
figlio soffre di miopia: spesso i
bambini non si rendono conto di avere una visione limitata perché non
conoscono un modo diverso di vedere. Ecco, quindi, alcuni segnali da non sottovalutare. “I bambini miopi
riescono a vedere chiaramente gli oggetti posti in primo piano, ma incontrano
difficoltà nella visione a distanza. Alcuni loro atteggiamenti possono
rappresentare dei veri e propri campanelli d’allarme. Tra i più comuni ci sono: sbattere frequentemente le palpebre,
strizzare gli occhi nel tentativo di mettere a fuoco gli oggetti lontani, avere
difficoltà a leggere ciò che l’insegnante scrive alla lavagna, oppure tenere il
libro o lo smartphone molto vicino al viso durante la lettura”, spiega il Dott. Marco Mazza, Direttore della
Struttura Complessa di Oculistica Pediatrica del Grande Ospedale Metropolitano
Niguarda di Milano. “È quindi cruciale la
prevenzione: in generale, i bambini dovrebbero sottoporsi alla prima
visita oculistica e ortottica completa entro i primi due anni di vita, in modo tale da identificare quanto prima eventuali problematiche
visive, come l’ambliopia o occhio pigro, per poterle correggere o minimizzare,
perché è durante quest'arco di tempo che la visione si sviluppa con particolare
rapidità”,
sottolinea il dott. Mazza. “Per
quanto riguarda la miopia, prima di
iniziare la scuola, quindi tra i cinque e sei anni di età, ci si dovrebbe
sottoporre a un esame della vista completo per individuare, nel caso in cui
fosse presente, la miopia progressiva in fase iniziale”, conclude. Quando si può parlare
di progressione miopica? I problemi legati alla vista possono variare con il tempo, soprattutto
in fase di crescita. Tuttavia, un peggioramento della miopia superiore a 0,5
diottrie nell'arco di sei-dodici mesi potrebbe essere dovuto a una miopia
progressiva. L'esame può essere effettuato da un oculista (o medico
oftalmologo), che in pochi minuti può vedere lo stato di salute dei nostri
occhi. I professionisti della visione utilizzano inoltre sofisticati strumenti,
per misurare la lunghezza del bulbo oculare nel bambino o nell'adolescente, ed
effettuare una misurazione della refrazione oggettiva. La diagnosi e il trattamento
della miopia progressiva vanno affrontate con un approccio specifico: la collaborazione tra tutte le parti
coinvolte è essenziale per definire il trattamento più adatto, che può
prevedere l'uso di colliri, lenti per occhiali dal design specifico
o lenti a contatto speciali diurne o notturne, accorgimenti che
rientrano tra le opzioni per rallentare la progressione della miopia infantile
e adolescenziale. L'obiettivo principale è il medesimo: ridurre la crescita
della lunghezza del bulbo oculare il più possibile. È dunque fondamentale che i
controlli periodici siano adeguati alla specifica situazione visiva di ogni
bambino e alla tipologia di trattamento concordata. È importante, inoltre, che
tutti siano informati correttamente su questo e altri disturbi della visione:
dall’insegnante che può accorgersi di qualche strano atteggiamento in classe,
al pediatra che effettua i controlli periodici durante la crescita, fino ad
arrivare agli specialisti, ovvero oculista, ortottista e ottico optometrista. Cosa possono fare in
generale genitori e bambini? Trascorre almeno due ore al giorno all’aria aperta, è stato dimostrato,
riduce il rischio di sviluppare la miopia nei bambini o ne rallenta la
progressione in coloro che ne sono già affetti, motivo per cui è fondamentale
incoraggiarli a fare regolari pause dopo l'uso prolungato di schermi,
dedicandosi ad attività fisiche o ricreative all’aria aperta. Questa semplice
abitudine, unita a controlli regolari, può davvero fare la differenza nella
vita dei nostri figli. |