IDROGENO, combustibile alla portata di
tutti grazie alle nuove tecnologie, messe a punto dalla azienda italiana SEDES
H
Siamo
a una svolta epocale della decarbonizzazione. Ciò significa mettere da parte
definitivamente i combustibili fossili usati massicciamente in questi due
ultimi secoli e le cui impronte sono ben impresse nei ghiacciai di tutto il
globo: dai poli artici alle vette di Alpi e Prealpi, dalle alte vette
dell’Himalaya, alle Cordigliere del Sud America. Le carote di ghiaccio estratte
ovunque hanno rilevato la presenza di elementi chimici che incentivano lo
scioglimento dei ghiacci un tempo “eterni”, uniti all’effetto serra della CO2.
Ciò
avvenne anche quando fu rilevato l’assottigliamento dello strato di ozono,
naturale filtro dei raggi ultravioletti (UVA e UVB, i più nocivi per la nostra
pelle), furono prese misure drastiche: furono messe al bando 12 sostanze
chimiche tossiche, persistenti e bioaccumulabili, clorofluorocarburi, contenuti
in insetticidi, pesticidi, diserbanti, lubrificanti e refrigeranti, fungicidi.,
ecc. La svolta avvenne nel 2005 con il protocollo di Siracusa, al quale si
dovette adeguare l’Industria Chimica che riconvertì la tecnologia dei sistemi
produttivi per tutelare il Mediterraneo dall’inquinamento chimico.
Ora
dobbiamo intervenire con tutte le tecnologie a disposizione e quelle a venire a
contrastare l’aumento delle CO2 i cui effetti li viviamo ogni giorno sulla
nostra pelle a partire dall’aumento della temperatura globale incentivata
dall’uso dei carburanti fossili per produrre energia. Chi si ricorda dello smog
di Londra (una città avvolta nel grigiore fumoso dovuto all’uso del carbone),
situazione che andò migliorando con l’abbandono di questo combustibile, ora è
giunto il momento di abbandonare gli altri responsabili: petrolio e gas metano
e sostituirli con l’energia green o verde (fotovoltaico, eolico, nucleare,
ecc.) e l’idrogeno – elemento più abbondante sulla Terra - può essere una
realtà anche perché in tanti settori viene già utilizzato con la specifica di
colori diversi. Il mercato dell’idrogeno attualmente è dominato dall’H2 grigio
ottenuto da fonti fossili e condizionato da prezzi medi elevati: 7,72 euro al
Kg. Mentre l’H2 verde ottenuto da
elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili, dal 2024 è all’1-2% del totale.
Nel
centro di ricerca dell’azienda italiana Sedes H di Aquileia è stata lanciata la
sfida in modo rivoluzionario della Transizione Ecologica, affinché l’idrogeno verde
o green sia veramente per tutti, sicuro, abbondante e a basso costo “per un
nuovo rinascimento economico, sociale, culturale e della salute. Di ciò ne è
convinto il Ceo nonché Presidente della Sedes H, Gioele Magaldi che dichiara le
qualità della sua produzione: “un idrogeno verde sicuro, efficiente ed
economicamente sostenibile, prodotto per via sia elettrolitica che chimica,
grazie a una tecnologia esclusiva basata su molecole artificiali innovative –
che l’azienda chiama XY – e disponibile al costo di 1 solo euro al kg. Questa
tecnologia permette di immagazzinare l’idrogeno inerte a temperatura ambiente e
a bassa pressione, garantendo sicurezza ed efficienza nella distribuzione come
nel consumo.”
Grazie
alle innovazioni di Sedes H, il settore della produzione dell’energia sembra
vivere un nuovo rinascimento, più duttile rispetto alla produzione di energia
da fusione nucleare.
Ecco una gamma di prodotti:
generatore chimico di idrogeno verde (Pot) disponibile in due versioni “Little”
e “Big”, ovvero piccolo e grande per i mercati residenziale, commerciale e
industriale, un Inert Tank per lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno inerte
a temperatura ambiente e a bassa pressione
per i settori Edilizia e Trasporti; un sistema (per ora chiamato Carbon
Natural Hydrogen House) che combina l’input elettrico fornito dalle vernici
fotovoltaiche (di formula proprietaria Sedes H) prima con una cella
elettrolitica per la generazione di idrogeno e poi con una cella a
combustibile. Completano l’offerta soluzioni per il riscaldamento, la
climatizzazione e l’idrogenoterapia per trattamenti di benessere.
Per
la mobilità sostenibile La Sedes H ha già approntato un serbatoio a idrogeno inerte
(Inert Tank) da installare sia su vetture elettriche (insieme con una fuel
cell) che su automobili a benzina, diesel e GPL dove l’idrogeno verde si
miscela coi combustibili convenzionali nella camera di scoppio, purificando
totalmente le emissioni (solo vapore acqueo).
Per il 2030, invece, l’azienda
prevede il lancio di una gamma di veicoli interamente alimentati a idrogeno,
con entry price – costo iniziale – tra i 15 e i 20 mila euro. L’idrogeno sarà
utilizzato anche nella propulsione di navi, aerei, garantendo costi di
rifornimento contenuti e un impatto ambientale trascurabile.
L’essere
umano è abitudinario e si sa che ogni cambiamento suscita perplessità. Per il
benessere nostro e del pianeta le novità vanno accettate, soprattutto se sono
frutto di attente ricerche scientifiche.