9 e 10 marzo 2025 – cerimonia di consegna del marchio SAGRE
DI QUALITA’ Un evento che celebra la cultura, la tradizione e la passione delle
Pro Loco Doppio
appuntamento a Roma per la consegna del marchio Sagre di Qualità: domenica 9
marzo all’Ergife Palace Hotel e lunedì 10 marzo nella suggestiva Sala Koch del
Senato della Repubblica alla presenza di numerosi rappresentanti istituzionali
ed esperti del settore che hanno celebrato i protagonisti delle sagre premiate.
Il marchio Sagra
di Qualità, promosso da UNPLI, è nato per certificare e promuovere le sagre
autentiche, quelle che rispettano i valori della tradizione, della qualità e
della sostenibilità, diventando veri strumenti di promozione territoriale.
UNPLI si impegna a salvaguardare e promuovere le sagre rappresentative della
storia e tradizione del nostro Paese. Le sagre, infatti, sono espressioni
dell’identità e della cultura di un territorio e, come tali, devono essere
valorizzate e tutelate poiché rappresentano un fondamentale strumento di promozione
e valorizzazione dei prodotti tipici del territorio che proprio attraverso la
manifestazione esaltano le proprie qualità. Le sagre fanno scoprire varietà ed
eccellenze locali, mettendo in luce il legame tra il prodotto e il territorio. Quest’anno sono
state premiate 41 Sagre di Qualità e 9 Eventi di Qualità, a
dimostrazione dell’impegno crescente delle Pro Loco nella promozione delle
tradizioni locali. Questi riconoscimenti certificano l’eccellenza e il valore
culturale delle manifestazioni che, grazie alla dedizione dei volontari delle
Pro Loco, diventano veri e propri ambasciatori del territorio. Tre le Sagre lombarde premiate: la Sagra
del salame tipico bergamasco di Ghisalba (BG), la Sagra del tortello amaro di
Castel Goffredo (MN) e la Sagra del Gorgonzola a Gorgonzola (MI); tre eccellenze lombarde che, grazie al
lavoro delle Pro Loco di questi luoghi, raccontano i territori, le loro
tradizioni e la loro storia. “Questo premio è
un importante riconoscimento al grande lavoro che le nostre Pro Loco compiono
quotidianamente sui territori – commenta Pietro Segalini,
Presidente del Comitato Regionale UNPLI Lombardia – per promuovere le
eccellenze e tramandarne il patrimonio gastronomico che ne racconta la storia e
le tradizioni” A Ghisalba (BG),
negli anni ’90 alcuni amici, produttori locali di salame artigianale,
iniziarono a riunirsi per assaggiare i rispettivi prodotti per poi decretarne
il migliore. Decisero poi di stendere un disciplinare che stabilisse le
caratteristiche da rispettare per la produzione del salame bergamasco: tipo di
macinatura delle carni, miscela di spezie, modalità di insaccamento e legatura
fatta a mano. Per la realizzazione del
disciplinare fu interpellata l’Associazione Norcini Bergamaschi che da molti
anni ne porta avanti la tradizione. Da qui, nel 2000, ha preso il via la Sagra
del salame tipico bergamasco. La Sagra ogni anno decreta il “Miglior salame
tipico bergamasco” prodotto da aziende locali artigianali, grazie alla
collaborazione con l’Associazione Norcini Bergamaschi che si occupa di
raccogliere i salami in gara e di consentirne una prima selezione da parte di
una giuria Tecnica composta da 20 assaggiatori dell’Organizzazione Nazionale
Assaggiatori Salumi che valuta il prodotto e assegna un punteggio su aspetto,
legatura, stagionatura, composizione e degustazione. Una giuria popolare
degusta poi i 6 salami finalisti assegnando un ulteriore punteggio; la somma
dei voti decreta il miglior Salame Tipico Bergamasco. Dopo la premiazione i
salami finalisti vengono messi all’asta e il ricavato dato in beneficenza. Il
salame tipico bergamasco, viene realizzato con i migliori tagli di carne di
suino ed è uno dei prodotti più conosciuti della tradizione rurale bergamasca
che nasconde, dietro ad un sapore intenso e particolare, la tipica vita dei
contadini e allevatori di un tempo. Il salame era un simbolo, un elemento
distintivo, un emblema di famiglia e ognuno ne aveva una ricetta che rimaneva
segreta. La prima edizione
della Sagra del tortello amaro è invece stata organizzata sabato 15
giugno 1996. Da allora il terzo fine settimana di giugno è diventato il periodo
di tutte le edizioni di questa incredibile Festa che ha portato il Tortello
Amaro oltre i confini di Mantova, della Lombardia e dell’Italia fino a Hong Kong,
negli Stati Uniti, in Spagna e in Portogallo. L’evento è stato pensato sin da
subito dai volontari della Pro Loco come un importante momento di condivisione
dove storia, cultura e tradizioni si fondono insieme. Vista l’enorme richiesta,
oggi, i protagonisti della Festa non si realizzano più in casa, ma in un
pastificio autorizzato che si dedica alla loro produzione mantenendo
rigorosamente intatta la tradizione del Tortello amaro artigianale di Castel
Goffredo. La caratteristica unica di questo piatto è il forte legame al
Territorio di Castel Goffredo dove cresce, da tempo, una speciale erba dal
gusto amaro e aromatico inconfondibile utilizzata come ripieno per i tortelli.
Si tratta dell’erba di San Pietro (la Tanacetum balsamita nota anche come Chrysanthemum
balsamita o Balsamita major) che deve il suo nome al fatto che fiorisce nel
periodo di fine giugno, in concomitanza con la festa di San Pietro e Paolo. Il
vero segreto del successo del Tortello Amaro è il giusto dosaggio dell’erba
amara che cambia spesso intensità aromatica a seconda del periodo di raccolta. La Sagra
Nazionale del gorgonzola DOP si tiene invece nella città di Gorgonzola il
terzo fine settimana di settembre. Creata dalla Pro Loco nel 1999 ha lo scopo
di celebrare l’eccellenza del gorgonzola, nato in questa città, accanto ad
altri prodotti caseari come formaggi di latte vaccino, di pecora e di capra e a
diverse tipicità nazionali che si sposano perfettamente con questo
straordinario formaggio. Ristoranti, bar e trattorie fanno a gara nel produrre
piatti al gorgonzola o piatti della tradizione lombarda in un contesto ricco di
eventi culturali e di animazione che allietano i numerosi visitatori con
particolare attenzione alle giovani generazioni. Non mancano infine
prelibatezze come il “Gelato al gorgonzola” che le gelaterie artigianali della
città arricchiscono ogni anno con un alimento differente: pistacchi, fichi,
ciliegie. L’origine di questo formaggio, la cui erborinatura conferisce
dolcezza o piccantezza alle sue note, nasce grazie alla collaborazione tra gli
allevatori di vacche di montagna e il mondo contadino della pianura dove le
vacche transitavano nel periodo autunnale per raggiungere le stalle invernali.
La pasta bianca di questo inconfondibile formaggio è burrosa e fondente con la
presenza di venature grigio – verdi o bluastre dovute allo sviluppo di muffe
che ne determinano il caratteristico aspetto e sapore. L'evento ha
offerto anche un momento di confronto tra istituzioni, esperti e organizzatori
delle sagre, con l’obiettivo di individuare strategie di crescita e innovazione
nel rispetto delle radici culturali. Un’importante occasione per riflettere
sull’evoluzione delle sagre italiane e sul loro ruolo centrale nel turismo di
prossimità, capace di attrarre visitatori alla scoperta delle tradizioni più
autentiche. “La
certificazione Sagra di Qualità non è solo un attestato di eccellenza – ha
dichiarato Antonino La Spina, Presidente UNPLI – ma un riconoscimento
dell'impegno straordinario delle Pro Loco e dei volontari nel tramandare le
tradizioni locali, promuovendo l'identità culturale e stimolando il turismo
sostenibile”. Per maggiori
informazioni sull’evento e sul marchio "Sagra di Qualità", è
possibile visitare il sito ufficiale www.unpli.info |