Terre rare ma
essenzialmente preziose!
Cosa si intende con il
termine “Terre Rare”?
Perché si parla
dell’accordo “Terre Rare” Ucraina-USA?
Rodolfo Carosi (Presidente
Società Geologica Italiana, docente Università di Torino) : “Le “Terre Rare”
sono un gruppo di 15 elementi, i lantanidi, a cui si aggiungono Ittrio e
Scandio, con proprietà chimiche e fisiche simili. Conosciute con l’acronimo
inglese di REE (Rare Earth Elements), nonostante il nome, non sono gli elementi
più rari in natura, poiché sono mediamente presenti nella crosta terrestre con
concentrazioni di alcuni grammi per ogni tonnellata di roccia”.
Simone Vezzoni (Coordinatore
Giacimenti Minerari – Società Geologica Italiana e ricercatore dell’Istituto di
Geoscienze e Georisorse del CNR ) : “Le REE, Rare Earth Elements, sono
insostituibili ed essenziali per applicazioni in settori strategici quali le
energie rinnovabili, la mobilità elettrica, l’aerospazio e la difesa. In
Ucraina, non abbiamo notizie su attuali progetti di estrazione di REE ma, è
conosciuto un solo distretto minerario potenzialmente interessante. La
mineralizzazione, situata presso il mare di Azov, è attualmente in territorio
sotto il controllo russo. L’Ucraina, però, è ricca di altre risorse minerarie
importanti, di altre Materie Prime Critiche, fra cui il litio, e probabilmente
l’accordo riguarderà tutti questi elementi, così “rari” e “preziosi” per le
economie di tutto il Mondo”.
“Il
termine “Terre Rare” è ormai entrato nell’uso quotidiano, rilanciato
giornalmente dalle cronache del possibile accordo sulle risorse minerarie
dell’Ucraina con gli USA. Ma cosa si intende con il termine “Terre Rare”? Le
“Terre Rare” sono un gruppo di 15 elementi, i lantanidi, a cui si aggiungono
Ittrio e Scandio, con proprietà chimiche e fisiche simili. Conosciute con
l’acronimo inglese di REE (Rare Earth Elements), nonostante il nome, non sono
gli elementi più rari in natura, poiché sono mediamente presenti nella crosta
terrestre con concentrazioni di alcuni grammi per ogni tonnellata di roccia.
L’oro, ad esempio, è oltre 1000 volte più raro, non superando generalmente 1
milligrammo per tonnellata di roccia. La relativa scarsità di REE sul mercato
non è quindi legato alla loro abbondanza nella crosta terrestre quanto invece
alla rarità con cui i processi geologici le hanno concentrate in giacimenti da
cui si possono economicamente estrarre”. Lo ha affermato il prof. Rodolfo
Carosi, docente dell’Università di Torino, Presidente della Società Geologica
Italiana, fondata da Quintino Sella nel 1881!
“Le
REE, Rare Earth Elements, sono insostituibili ed essenziali per applicazioni in
settori strategici quali le energie rinnovabili, la mobilità elettrica, l’aerospazio
e la difesa. Questi elementi sono stati inseriti in una “speciale” lista
europea, quella delle Materie Prime Critiche – ha dichiarato Simone Vezzoni,
Coordinatore della Sezione Giacimenti Minerari della Società Geologica Italiana
e ricercatore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR - dato
l’elevato valore economico e le difficoltà nell’approvvigionamento dovuto alla
importazione da Paesi extra-europei. Nel caso delle “Terre Rare”, l’Europa
dipende totalmente da Paesi stranieri e, principalmente, dalla Cina. Nel 2024,
infatti, sono state estratte in Cina 270000 tonnellate di ossidi di REE, circa
il 70% della produzione mondiale (fonte dati USGS). La Cina, infatti, ospita
alcuni fra i più importanti giacimenti al Mondo per REE e, ad esempio, i nostri
computer probabilmente contengono REE estratte in Cina, ma non dall’Ucraina.
Ma
allora perché si parla dell’accordo per “Terre Rare” Ucraina-USA? Probabilmente
è una semplificazione della comunicazione, si usa il termine “Terre Rare”
intendendo genericamente tutte le materie prime. Infatti, in Ucraina, non
abbiamo notizie su attuali progetti di estrazione di REE ma, è conosciuto un
solo distretto minerario potenzialmente interessante. La mineralizzazione,
situata presso il mare di Azov, è attualmente in territorio sotto il controllo
russo. L’Ucraina, però, è ricca di altre risorse minerarie importanti, di altre
Materie Prime Critiche, fra cui il litio, e probabilmente l’accordo riguarderà
tutti questi elementi, così “rari” e “preziosi” per le economie di tutto il
Mondo. Le “Materie Prime” critiche e non, avranno sempre più importanza
nell’indirizzare le politiche a scala globale ed i geologi, sono e saranno
tenuti a fare la loro parte, per affrontare le nuove sfide, legate al rapido
mutamento del quadro geopolitico a scala globale e alla transizione
energetica”.