Verso la creazione della Rete Nazionale dei Tumori
Rari Il Professor
Paolo G. Casali, Direttore dell'Oncologia Medica 2 dell’Istituto Nazionale dei
Tumori di Milano, chiede che si prosegua nel percorso di attivazione della Rete
Nazionale Tumori Rari, attuando le modalità del suo finanziamento previste
dall’Intesa Stato-Regioni del 2017 Milano, 7 marzo 2025 - Si è appena concluso un importante incontro
sui Tumori Rari promosso dal Senatore Antonio De Poli, questore del
Senato e dalla Senatrice Paola Binetti (martedì 4 marzo
a Palazzo Madama). L’evento ha visto la partecipazione di esperti e
professionisti del settore, così come dei pazienti, rappresentati da Francesco De
Lorenzo, Presidente della Federazione Associazioni Volontariato
in Oncologia, che si è molto battuta in questi anni per la realizzazione della
Rete Nazionale Tumori Rari, e si è focalizzato sullo sviluppo di quest’ultima,
prevista dall’Intesa Stato-Regioni del 2017. COSA È STATO FATTO A
fare il punto sullo stato della Rete è stato il Professor Paolo G.
Casali, Direttore dell’Oncologia Medica 2 della Fondazione
IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che coordina nella Rete l’area
dei tumori rari solidi dell’adulto, tra cui i sarcomi, su cui si è
particolarmente incentrato l’incontro. “Questa è una
fase cruciale per la Rete Nazionale dei Tumori Rari”, ha dichiarato
il Professor Casali. “Nonostante i rallentamenti passati, anche in parte dovuti alla
pandemia, oggi possiamo dire che sono stati fatti passi importanti”. Il
Professor Casali ha illustrato come siano stati individuati 105 centri
di riferimento in tutta Italia, con circa un terzo in funzione
di centri erogatori di teleconsultazioni e due terzi in funzione di centri
partecipanti, soprattutto di oncologia medica. L’obiettivo è
garantire ai pazienti un trattamento appropriato quanto più possibile vicino al
luogo di residenza. I tumori rari, caratterizzati da un’incidenza
inferiore a 6 casi su 100.000 abitanti per anno, rappresentano
una sfida per qualunque sistema sanitario. L’attuazione
della Rete Nazionale dei Tumori Rari permetterebbe di ottimizzare il
trattamento e l’assistenza,
migliorando l’accesso alle
cure per i pazienti su tutto il territorio nazionale. Oggi la telemedicina
è ampiamente in grado di consentire ai centri clinici di collaborare a
distanza, riducendo la necessità di spostamenti per i pazienti, quando non
necessari (o comunque limitandoli a fasi circoscritte del percorso di cura). UN’OCCASIONE PER
ACCELERARE IL PROCESSO L’incontro in Senato è stato un'opportunità per fare il punto
sulla situazione e per sollecitare una rapida attuazione della Rete Nazionale
dei Tumori Rari, che presenta ancora criticità legate alla sostenibilità
finanziaria e alle risorse necessarie per il pieno funzionamento su scala
nazionale. "Questo è il momento in cui si deve premere l'acceleratore sulla Rete
Nazionale dei Tumori Rari", ha concluso il Professor Casali. "La Regione
Lombardia ha già deliberato di dare attuazione al modello della Rete per quanto
riguarda i tumori rari solidi dell’adulto, nei prossimi cinque anni, e altre
Regioni indubbiamente seguiranno. Per questo è necessario che il
problema della sostenibilità venga affrontato a livello nazionale, prevedendo
la Rete come un obiettivo prioritario del Sistema Sanitario Nazionale
nell’ambito del riparto del Fondo sanitario nazionale, così che ogni Regione
abbia un capitolo di spesa per l’attuazione della Rete”. |